Investimenti biotech, Stati Uniti
StoneprimeIl metodo di uno scienziato, ripetuto su centinaia di aziende
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- 2026
Il sistema è uno strumento interno di Stoneprime e non è pubblico: il link porta al sito della società.

Valutare bene un farmaco in sviluppo richiede giorni di lavoro di uno scienziato. Le aziende da seguire sono centinaia.
Sistema agentico che cerca, legge e giudica la bontà di un farmaco e il suo possibile impatto sul mercato come farebbe uno scienziato di Stoneprime.
Scienza e AI per investire nel biotech
Stoneprime è una società di investimento americana. Unisce competenze scientifiche e intelligenza artificiale per investire in aziende biotech quotate negli Stati Uniti, anticipando la reazione del mercato agli eventi legati all’approvazione dei farmaci da parte della FDA.
Il vantaggio di chi sa
Peter Lynch, uno dei gestori di fondi più famosi di sempre, lo chiamava "double edge": il vantaggio di chi conosce un settore dall’interno. Chi ci lavora vede prima degli altri cosa sta cambiando, e lo capisce meglio di chiunque a Wall Street.
Gli scienziati di Stoneprime hanno questo vantaggio. Leggono uno studio clinico e capiscono se un farmaco ha davvero qualcosa di nuovo, se i dati reggono, se la concorrenza è già un passo avanti. Ma Lynch aggiungeva che il vantaggio da solo non basta: bisogna fare i compiti. E i compiti, per una sola azienda, richiedono giorni.
Intanto il calendario della FDA mette in fila centinaia di eventi. Il problema non era il giudizio degli scienziati: era che non si possono moltiplicare.
Prima ho ascoltato come ragiona uno scienziato
Il bello dell’AI agentica è che può ripetere un modo di lavorare, non solo rispondere a una domanda. Per farlo, però, bisogna prima capire quel modo di lavorare nel dettaglio.
Insieme agli scienziati ho messo per iscritto dove vanno a cercare (articoli scientifici, congressi medici, registri degli studi clinici, documenti depositati in borsa) e soprattutto quali domande si fanno davanti a un farmaco. Per esempio:
- Il meccanismo d’azione è nuovo, o il primo della sua classe?
- Quanti competitor lavorano sulla stessa malattia, e a che punto sono?
Un agente che si fa le stesse domande
Un chatbot risponde con quello che sa. Un agente invece per ogni domanda consulta le fonti, legge, confronta e poi decide seguendo il flusso di ragionamento che farebbe uno scienziato. Ogni risposta riceve un rating da 1 a 10 con la sua motivazione, proprio come nella scheda di valutazione di un analista.
Le regole sono quelle di un buon ricercatore. Ogni affermazione deve avere la sua fonte, i fatti restano separati dalle opinioni e le date sono sempre indicate. Se una cosa non si può verificare, l’agente lo dice e quella risposta vale zero: meglio un “non lo so” che un’informazione inventata.
Da un farmaco in qualche giorno a centinaia in una notte
A ogni giro l’agente scarica il calendario degli eventi FDA in arrivo nei quattro mesi successivi: risultati degli studi clinici, passaggi di fase, decisioni sull’approvazione. Poi analizza tutti i farmaci in parallelo e li mette in classifica.
I farmaci analizzati ogni settimana sono centinaia. A mano, ognuno di loro avrebbe richiesto giorni di lavoro.
Il giudizio resta umano
Gli scienziati non sono stati sostituiti: hanno smesso di raccogliere informazioni. Partono da una classifica, con i voti per area e le fonti a portata di clic, e dedicano il loro tempo solo alle aziende che meritano un approfondimento.
Ogni azienda ha qualcuno così: una persona esperta il cui metodo vale oro, ma che non si può moltiplicare. Lo stesso approccio funziona anche fuori dalla finanza.